Conosci la Colombia

Colombia, il paese del realismo magico

Il vento arriva dal nord della Colombia e nel paesaggio suggestivo di La Guajira comincia a far girare i mulini a vento, quegli enormi cavalieri che don Chisciotte vedeva nella sua immaginazione. Dopo aver giocato con le pale, il vento prosegue la sua strada lungo le spiagge di Cartagena e rinfresca le donne che prendono il sole, per poi infilarsi tra le crepe dei muri di un'antica cittadella che gli parla di eroi d'altri tempi. Il soffio arriva a Medellín e si mette a gareggiare con la metropolitana. Sconfitta, la brezza sale verso la montagna, scuote le foglie di caffè fino a giungere fredda a Bogotà, dove costringe le persone a infilarsi le mani in tasca per cercare calore mentre lei si lancia nel vuoto da un altissimo edificio.

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Il Nobel colombiano malato di poesia

Sin da quando era in fasce, Gabriel García Márquez ha contratto la malattia della poesia: fu la nonna a contagiarlo e gli diceva di non crucciarsene ma piuttosto di corteggiarla. Questa malattia incurabile lo ha accompagnato per tutta la vita con una malinconia che se non si notava era solo perché la combatteva con la musica, gli amici e il rum. Proprio il virus che circolava nel suo sangue ha fatto sì che creasse quell’universo letterario complesso e fantastico che, dopo la pubblicazione del romanzo Cent'anni di solitudine, gli valse il premio Nobel.

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Fonseca, l'artista camaleonte

Non è una di quelli che una volta che trovano la via comoda poi si siedono sugli allori: a Fonseca piace provare, esplorare e cambiare, anche quando curiosità e trasformazione comportano rischi. Per questo, da quando è diventato famoso alla radio e ha cominciato ad avere sempre più fan, la sua musica è in continua evoluzione, anche se la radice è sempre stata la stessa. Dopo le canzoni orecchiabili del suo primo album, influenzato da ballate e accenni di ritmi tropicali, Fonseca ha esplorato il bolero e la musica folclorica, come la ranchera, la musica llanera e il vallenato, con incursioni nel merengue, nella salsa, nel tango, fino al flamenco. E qualche anno fa ha anche registrato un disco con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Colombia.

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Carlos Vives, un rockstar alla colombiana

Il primo palcoscenico che lo ha visto protagonista è stata una sala d'attesa. Lui e suo fratello facevano delle serenate ai pazienti dell'ospedale dove lavorava il padre. Dall’età di cinque anni la nonna aveva iniziato a insegnare loro a suonare il pianoforte per poi passare alla chitarra. Chi lo conosceva a quell’epoca era sicuro che per Carlos Vives la musica era al primo posto, ma si sbagliava: lui infatti avrebbe voluto diventare un medico, come suo padre. Per fortuna la vita, con i suoi segnali nascosti, si è fatta carico di mostrargli qual era la strada giusta per la sua mente creativa.

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La ricchezza si misura in acqua

Nel bel mezzo della Cordigliera delle Ande, in particolare nel Massiccio Colombiano, si nasconde un tesoro. Anche se non brilla e non serve ad arricchire i gioielli che abbelliscono le donne di tutto il mondo, il suo valore supera quello di tutto l'oro del pianeta, perché non dipende dalla domanda del mercato né dalle richieste della società dei consumi, ma dalla necessità dell’uomo per la sua sopravvivenza.

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I deserti mozzafiato della Colombia

Piove poco, molto poco. Il cielo è sempre limpido e il sole fa scintillare la sabbia. Anche solo a leggere queste parole una sensazione di calore attraversa il corpo: è questo l'effetto del deserto di La Guajira, nel nord della Colombia, dove fa decisamente molto caldo. La temperatura raggiunge i 42 gradi quotidianamente anche se il calore di solito non è soffocante grazie al vento della penisola, un caro alleato del sole che vola libero e rinfrescante fra le dune fino a tornare al mare.

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